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sabato, 24 maggio 2008

Un uomo camminava per una strada con il suo cane.

Si godeva il paesaggio, quando ad un tratto si rese conto di essere morto.

Si ricordò di quando stava morendo e che il cane che gli camminava al fianco era morto da anni.

Si chiese dove li portava quella strada.

Dopo un poco giunsero a un alto muro bianco che costeggiava la strada e che sembrava di marmo.

In cima a una collina s'interrompeva in un alto arco che brillava alla luce del sole.

Quando vi fu davanti, vide che l'arco era chiuso da un cancello che sembrava di madreperla e che la strada che portava al cancello sembrava di oro puro.

Con il cane s'incammino verso il cancello, dove a un lato c'era un uomo seduto a una scrivania.

Arrivato davanti a lui, gli chiese:

- Scusi, dove siamo?

- Questo è il Paradiso, signore, - rispose l'uomo.

- Uao! E non si potrebbe avere un po' d'acqua?

- Certo, signore. Entri pure, dentro ho dell'acqua ghiacciata.

L'uomo fece un gesto e il cancello si aprì.

- Non può entrare anche il mio amico? - disse il viaggiatore indicando il suo cane.

- Mi spiace, signore, ma gli animali non li accettiamo.

L'uomo pensò un istante, poi fece dietro front e tornò in strada con il suo cane.

Dopo un'altra lunga camminata, giunse in cima a un'altra collina in una strada sporca che portava all'ingresso di una fattoria, un cancello che sembrava non essere mai stato chiuso.

Non c'erano recinzioni di sorta. Avvicinandosi all'ingresso, vide un uomo che leggeva un libro seduto contro un albero.

- Mi scusi, - chiese. - Non avrebbe un po' d'acqua?

- Sì, certo. Laggiù c'è una pompa, entri pure.

- E il mio amico qui? - disse lui, indicando il cane.

- Vicino alla pompa dovrebbe esserci una ciotola.

Attraversarono l'ingresso ed effettivamente poco più in là c'era un'antiquata pompa a mano, con a fianco una ciotola.

Il viaggiatore riempì la ciotola e diede una lunga sorsata, poi la offrì al cane.

Continuarono così finché non furono sazi, poi tornarono dall'uomo seduto all'albero.

- Come si chiama questo posto? - chiese il viaggiatore.

- Questo è il Paradiso.

- Be', non è chiaro. Laggiù in fondo alla strada uno mi ha detto che era quello, il Paradiso.

- Ah, vuol dire quel posto con la strada d'oro e la cancellata di madreperla? No, quello è l'Inferno.

- E non vi secca che usino il vostro nome?

- No, ci fa comodo che selezionino quelli che per convenienza lasciano perdere i loro migliori amici.

 

Postato da: nientepercaso a 22:11 | link | commenti (4) |

giovedì, 22 maggio 2008

Conducimi attraverso acque senza memoria
Raccontami la leggenda
di quel lucente, caldo lago,
nascosto nella roccia del monte di onice,
che un tempo era,
l'unico mondo conosciuto.

Scatena i miei fantasmi ,
carcerieri delle mia paure,
alla ricerca di orge ipnotiche
sulle tracce dei danzatori
di suoni tantrici
che aleggiano ancora nell'aria
e fammi precipitare in  un magma di lussuria

Tu ed io,
come fumatori d'oppio,
intenti  a sbriciolare le immagini del nostro passato
ci ritroviamo riflessi
in occhi
stupiti dalla fantasia.

Siamo in rotta di collisione,
entriamo nell'ignoto
Descriviamone la meraviglia,
allaciando nuove alleanze
con la percezione

La  conchiglia sessuale,
dono naturale degli elementi
espressione di bellezza
Saggia opera
di chi,
ama la madre terra,
altare  supremo,
cultura e radice
nuova e perfetta vita.

Nicola Vena

 

Postato da: nientepercaso a 21:21 | link | commenti (1) |

lunedì, 19 maggio 2008

 

Postato da: nientepercaso a 20:27 | link | commenti (2) |

domenica, 04 maggio 2008

est ne pa a pipe

est ne pa a pipe

Postato da: nientepercaso a 12:36 | link | commenti (2) |