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venerdì, 25 gennaio 2008

 

Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo

sotto un cielo di stelle e di satelliti
tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
un uomo guarda la sua mano

sembra quella di suo padre
quando da bambino
lo prendeva come niente e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall⿿alto

si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero

ora la città è un film straniero senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio sulle cose
la tele dice che le strade son pericolose

ma l⿿unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori l⿿odore della città
il suono dei motorini il sapore della pizza

le lacrime di una mamma le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono solo

io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

la città un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede

ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c⿿è niente

un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi

smettere di lamentarsi

che l⿿unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente

il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l⿿appetito la sete l⿿evoluzione in atto
l⿿energia che si scatena in un contatto

io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che nn sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

e mi fondo con il cielo e con il fango

e mi fondo con il cielo e con il fango

 

Jovanotti

Postato da: nientepercaso a 14:44 | link | commenti (6) |

mercoledì, 23 gennaio 2008

Caspita sto scrivendo; reticente ... preoccupata (anche dal fatto che troppe persone che conosco possono leggere il post e quindi: la parte dei miei pensieri più "riservati") ma le dita fluiscono sulla tastiera e non ai fermano. Finalmente. E' brutta la stitichezza creativa. è una specie di malloppo che ti si blocca insieme alle emozioni.... Si può per paura di soffrire e rimettersi in gioco creare intorno a se uno stato di totale perfezione e razionalità....una bolla di "distacco emotivo" dalle cose che vivi e continui a vivere senza sosta... tale da essere il tuo rifugio fin che ne hai voglia ma anche la tua prigione non appena non riesci più... a credere fino in fondo ... MAI? E non predere più sul serio neanche i tuoi sogni... perchè se poi non si dovessero realizzare ti farebbero troppo male?

SI PUO' e la cosa triste è che dopo un pò ci si sta bene... egoisticamente. Perchè chi non ha troppe esigenze non teme di non vederle realizzate. Chi si basta non necessita niente e non resta deluso....  E se lo capisci e non ti stupiscono nemmeno le tue difese? Una pausa a quel punto... ci può stare: CI DEVE STARE. e' UNA SPECIE DI MEDICINA... e me ne sono accorta; le emozioni sono un fiume in piena e niente le può contenere: devono fluire ma non distruggerci e arricchirci di varietà e di colori. Tentare di imbrigliarle e di vivere senza farci sfiorare troppo diventa una bella bugia.

E concludo con una poesia di Hesse che ci sta bene; Hermann...senza conoscermi mi ha saputo dipingere nei momenti di confusione...

Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nella propria luce.

Sono il mare che di notte si infuria,
che mare che si lamenta, pesante di vittime
che ad antichi peccati, nuovi ne accumula.

Sono bandito dal vostro mondo
cresciuto nell'orgoglio e dall'orgoglio tradito,
sono il re senza terra.

Sono la passione muta
in casa senza camino, in guerra senza spada
e ammalato sono della propria forza.

 

 

 

Postato da: nientepercaso a 20:41 | link | commenti (3) |